• Vicky

Astrologia vs astronomia: sei del segno di Ofiuco?


"Tu non chiedere (tanto non è dato

Sapere) quale a me, quale altra a te

Sorte gli dèi concedano, Leuconoe;

e i giri delle stelle non tentare"

Hor. carm. 1,11, trad. Cetrangolo




Che le si vedano come madre e figlia o come sorella maggiore e sorella minore, è innegabile che astrologia e astronomia sono parenti strette. Ma prima di entrare nel merito del lungo conflitto familiare tra questa disciplina e questa scienza, è bene chiarire cosa significa "astrologia" e cosa significa "astronomia", due termini che sono confusi spesso l'uno con l'altro.



Tutti le mattine, mentre nella savana una gazzella si sveglia sapendo di dover essere più veloce di un leone, noi apriamo il giornale, sfogliamo le solite pagine di politica, costume etc. fino ad arrivare all'oroscopo, che leggiamo quasi sempre con avidità, anche se raramente prendiamo sul serio le sue previsioni. Perché lo facciamo?

Perché il futuro ci affascina e ci terrorizza, perché è bello pensare di avere un giorno fortunato e di poter giocare finalmente i numeri del nonno apparso nel sogno insieme a una pernice e una pigna, e perché è bello sperare che un periodo duro finirà non appena un pianeta qualsiasi se ne andrà dal nostro segno. Tutto ciò riguarda l'astrologia, dal greco ástron "astro" con il suffisso -logía che indica genericamente lo studio, la trattazione, in questo caso degli astri. La parola "astronomia", invece, è formata da ástron e nómos, cioè legge, come le leggi fisiche che descrivono i moti celesti e non le influenze di questo o quel pianeta sulle vite degli esseri umani.

L'astronomia è, quindi, roba da scienziati, mentre l'astrologia, che gode ancor oggi di ottima salute nonstante i molteplici tentativi da parte dell'astronomia di affossarla una volta per tutte, si presenta sia come disciplina cólta sia come passatempo popolare.


Il primo tentativo di chiarire il fatto che le stelle non influenzano il nostro destino fu fatto da Giovanni Pico della Mirandola nelle Disputationes adversus astrologiam divinatricem nel XV sec., anche se il colpo di grazia all'astrologia lo ha dato, o meglio, lo avrebbe voluto dare Isaac Newton nel XVII sec. abolendo la distinzione tra mondo celeste e mondo sublunare. Esimi rappresentati dell'insuccesso di Pico della Mirandola e Newton sono Paolo Fox, Branko e la buonanima di Peter Van Wood.

Il problema è che astrologia e astronomia nascono millenni fa come una cosa sola.

I popoli antichi osservavano i movimenti degli astri per stabilire la durata delle ore, dei giorni e degli anni. Il tempo aveva un'importanza sacrale e ad esso venivano connessi rituali specifici. I sumeri e i babilonesi (III-II millennio a.C.) si dedicarono all'osservazione degli astri in modo empirico, cercando nel cielo segni premonitori e messaggi divini. Degli almanacchi babilonesi si servì anche Claudio Tolomeo per descrivere un sistema solare eliocentrico secoli prima di Copernico e Galileo, che ancora nel XVI e XVII sec. si dedicavano anche alla stesura dell'oroscopo e del tema natale di personaggi illustri.


Trattato arabo di astrologia, ca. 850 d. C.

Il cristianesimo delle origini e in particolare sant'Agostino disdegnarono l'astrologia, bollandola come cosa del demonio, anche se alcuni eruditi, come Firmico Materno, ne accettarono alcuni princìpi.

Furono ciononostante gli arabi a trascrivere i testi di Tolomeo e portare avanti lo studio della volta celeste, attribuendo agli astri caratteristiche maschili o femminili, benefiche o malefiche e ai segni zodiacali, di cui si parlerà più avanti, l'appartenenza a uno dei quattro elementi (aria, acqua, terra, fuoco). Inoltre, gli arabi ritenevano che le posizioni degli astri al momento della nascita influenzassero i caratteri fisici, la personalità e la vita di ogni individuo. Alberto Magno e Tommaso d'Aquino testimoniano un rinnovato interesse per il cielo da parte di letterati e filosofi nel mondo occidentale. San Tommaso precisa, però, che "gli astri influenzano, ma non costringono" (astra inclinant, non necessitant), e cioè che gli astri sono in grado di indicarci alcune propensioni, farci comprendere talenti e caratteristiche della nostra personalità, ma che non ci condannano dalla nascita a seguire un percorso prestabilito.

E così si giunge alla rivoluzione scientifica dei secoli XVI e XVII: la vecchia alchimia lascia spazio alla chimica, l'astronomia si afferma sull'astrologia, pur restando la seconda ben più popolare della prima. Negli almanacchi settecenteschi, come quello dell'astronomo, astrologo e filosofo Barbanera di Foligno, si mescolano informazioni di carattere scentifico (come le effemeridi) ad altre piuttosto empiriche come previsioni metereologiche, basate su dati non chiari, e indicazioni sul momento opportuno in cui piantare ortaggi o potare alberi da frutto.


"Scenographia systematis mundani Ptolemaici" di Andreas Cellarius, da: http://nla.gov.au/nla.obj-230714237/view

Ma in che cosa consiste l'astrologia e perché non è più compatibile con l'astronomia?

La questione dei segni zodiacali è, si può dire, il pomo della discordia. Per meglio spiegarmi, cercherò di riassumere i temi principali in tre punti, tenendo presente che il sistema astologico ancora oggi utilizzato è quello elaborato da Tolomeo nel II sec. d.C.: il cielo è diviso in 12 case di 30° ciascuna, di cui sei notturne (I-VI, sotto la linea dell'orizzonte) e sei diurne (VII-XII, al di sopra della linea dell'orizzonte), e il Sole, spostandosi apparentemente nell'eclittica, ovvero sul piano dell'orbita terrestre intorno ad esso, attraversa ogni 30 giorni tutti e 12 i segni della fascia zodiacale, formata da due cerchi paralleli all'eclittica, distanti 9° nord e 9° sud da essa.


1. Equinozio di primavera in Pesci. Quando i greci nel IV sec. a.C. gettarono le basi dell'astronomia occidentale, il Sole attraversava le costellazioni zodiacali a partire dall'Ariete, dove si trovava nell'equinozio di primavera. Oggi, per effetto della rotazione dell'asse terrestre (precessione degli equinozi) il Sole si trova il 21 marzo nella costellazione dei Pesci, ragion per cui, un greco del IV sec. a.C. nato in questa data sarebbe del segno dell'Ariete, mentre una persona nata oggi il 21 marzo sarebbe dei Pesci. Questo perché negli ultimi 2.300 anni le costellazioni zodiacali si sono spostate a ovest, anche se si continua a dire che nel giorno dell'equinozio di primavera il Sole si trova in Ariete e non nei Pesci. Tra circa 25.500 anni i segni torneranno a coincidere con lo schema originario elaborato dai greci.


2. Il Sole non impiega esattamente 30 giorni per attraversare ogni costellazione zodiacale, dato che ogni segno ha un'estensione diversa: la Vergine, ad esempio, è una costellazione molto grande, mentre il Cancro è di piccolissime dimensioni. Per cui il Sole rimarrà molto più a lungo nel campo della Vergine (44 giorni) piuttosto che nel campo del Cancro (19 giorni).


3. Dal 30 novembre al 17 dicembre: Ofiuco. Tra le costellazioni della fascia zodiacale c'è un "intruso", ovvero una costellazione che, pur non essendo un segno zodiacale in senso tradizionale, rientra lo stesso nella fascia. Si tratta di Ofiuco o Serpentario, scartato per non portare il sacro numero delle costellazioni a 13. Nello zodiaco elaborato dal'astrologo Stephen Schmidt negli anni Settanta del secolo scorso Ofiuco venne incluso insieme alla Balena (Cetus) nella rosa dei segni zodiacali, anche se la Balena non è attraversata dall'eclittica. In Giappone Ofiuco è considerato un segno zodiacale ed è noto col nome di Hebitsukai-Za. I nati sotto il Serpentario sembrano avere caratteristiche simili a quelle dei nati sotto il segno dei Gemelli e della Bilancia: tengono molto all'aspetto e all'estetica, amano gli animali e sono dei convinti ambientalisti.


Ecco a voi una tabella con le date astronomiche (J2000) che vi permetterà di capire di quale segno siete in realtà:


- Pesci: dal 12 marzo al 18 aprile;

- Ariete: dal 19 aprile al 13 maggio;

- Toro: dal 14 maggio al 19 giugno;

- Gemelli: dal 20 giugno al 20 luglio;

- Cancro: dal 21 luglio al 9 agosto;

- Leone: dal 10 agosto al 15 settembre;

- Vergine: dal 16 settembre al 30 ottobre;

- Bilancia: dal 31 ottobre al 22 novembre;

- Scorpione: dal 23 al 29 novembre;

- Ofiuco: dal 30 novembre al 17 dicembre;

- Sagittario: dal 18 dicembre al 18 gennaio;

- Capricorno: dal 19 gennaio al 15 febbraio;

- Acquario: dal 16 febbraio all'11 marzo.



C’è da dire, insomma, che nonostante siano nate insieme e nonostante siano storicamente legate l’una all’altra, astrologia e astronomia sono due discipline estremamente diverse, che si occupano sostanzialmente anche di cose diverse: l’astrologia in senso più elevato indaga sull’uomo, sulla sua unicità e sul suo rapporto con l’Universo, mentre l’astronomia si occupa di fenomeni misurabili e non della corrispondenza tra cosmo ed esseri umani.

L’astrologia è, secondo me, destinata a rimanere più popolare dell’astronomia perché ha a che fare con argomenti indubbiamente affascinanti quali personalità e futuro. Inoltre, essa è talmente radicata in società come quella indiana, da determinare ancora oggi la scelta di una data propizia per un matrimonio o per evento importante. Ciò rappresenta una sorta di continuità con una tradizione ancestrale, che non può essere soppiantata dalla scienza.


Concludo citando l’articolo Perché c'è ancora chi crede negli oroscopi? pubblicato su Focus tempo fa, invitandovi a farvi influenzare positivamente dalle previsioni astrologiche:


«[C'è un motivo per cui a volte sembra che gli oroscopi funzionino.] Dipende dal fatto che chi ci crede inconsciamente si comporterà in modo da farli avverare. La predisposizione psicologica infatti, influenza a tal punto il nostro modo di vivere le situazioni da, talvolta, riuscire modificare la realtà. È il meccanismo con cui lo psicologo Richard Wiseman spiega anche la fortuna. Coloro che si sentono sfortunati si aspettano di essere trattati male dagli altri; ne risulterà quindi un atteggiamento difeso e scontroso che di conseguenza si attirerà l'antipatia. Al contrario di quello che succede per i "fortunati".»



Si ringrazia il Gruppo Astrofili Monte Subasio (GAMS) per la consulenza tecnica.

Se volete approfondire l'argomento sul sito del Gruppo cliccate qui.


L'articolo non può che essere dedicato a Daniele C.

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