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  • Dolph Sterling

Riflessi 4: Lacrime

Aggiornato il: 8 ott 2019


-Allora è tutto finito? - disse lui con tono amaro… -Si, mi dispiace Stefano, se il tuo carattere è cosi non ci posso fare nulla, si vede che abbiamo sbagliato molte cose- lei uscì dalla vasca, si mise in malo modo il suo accappatoio, prese i suoi vestiti e usci in fretta dalla stanza… Il fumo delle candele saliva in alto mescolandosi con il buio, Stefano con il braccio appoggiato sul bordo della vasca si guardava intorno con aria spaesata, sperando di trovare un segno che lo riportasse alla tranquillità, lei era appena uscita di casa sbattendo la porta.

Ad un certo punto si accorse che Roberta aveva lasciato, sul mobile accanto alla vasca, la sua collanina: era un cuore in argento spezzato a metà; una meta c’è l’aveva lei, l’altra metà lui. Guardando di nuovo davanti a sé, il ragazzo si immerse del tutto nella vasca e dopo un po’ cacciò la testa fuori, fece un grosso respiro e iniziò a ricordare…

Era la mattina di un inverno qualsiasi, il cielo era grigio e l’Università era circondata da un’atmosfera lugubre, niente di allegro. Un brusio veniva dalle varie aule dove i professori spiegavano, non c’era molta gente in giro tranne due ragazzi, i quali non sapevano che quella mattina i loro destini si sarebbero incrociati. Il primo era un ragazzo che correva, sapeva che avrebbe fatto tardi alla sua lezione di psicologia e capiva che il professore gli avrebbe fatto l’ennesima strigliata per l’ennesimo ritardo…il suo nome era Stefano La seconda era una ragazza, andava piano, aveva appena finito la sua lezione di psicologia, era arrivata in ritardo e si era dovuta sorbire una strigliata da parte del suo prof… il suo nome era Roberta. Avevano tutti e due la testa bassa, non guardavano avanti, ad un certo punto si scontrarono e si guardarono negli occhi, non dissero una parola e sempre senza staccare gli occhi l'uno dall'altra, si alzarono lentamente, parlò per prima lei

-Ehm… scusa m-ma non ti avevo visto- abbassò lo sguardo, e poi tutto è andato da sé.

Ora quei ricordi sembravano così lontani, i sorrisi di lei, le sue esili mani che gli sfioravano le labbra, ormai era tutto così distante. Un botto, uno schianto, una macchina che frena, un grido, dei ricordi che svaniscono, ecco cosa è che richiama Stefano dal suo torpore, sapeva cosa era successo ma ormai le sue lacrime si erano mescolate con l’acqua, il fumo delle candele spente, ormai, svaniva in un aria buia.

Stefano era già fuori dalla stanza col suo accappatoio sulle spalle, era successo, ormai era successo, non potevano avere un'altra occasione; perché i suoi occhi si erano spenti, lui non poteva tornare da lei cercando di scusarsi, non poteva più respirare il suo profumo, non poteva far sentire Roberta più sicura, non potevano sentire la loro canzone preferita insieme dandosi un infinito e dolce bacio, la rosa ,il fiore preferito di Roberta, era appassito … lei era morta.

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