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#Pridemonth: anche la cucina reclama la sua bandiera!



Giugno, denominato anche Mese del Sole o Mese della Libertà, è il 6º mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, ed è il primo mese dell'estate nell'emisfero...bla bla bla bla...si, sappiamo tutti (o quasi) queste cose; Giunone mi perdonerà se stavolta sposto l'attenzione dai soliti significati del suo mese perché è importante sapere che...Giugno è il mese del Pride, della fierezza LGBTQ+, del quale, ovviamente, noi ne siamo fervidi sostenitori!

Come ormai tutti ben sanno questo movimento nasce nel 1969, dai cosiddetti Moti di Stonewall, quando la coraggiosa transgender Sylvia Rivera si ribellò agli agenti di polizia, dopo l’ennesima retata avvenuta di notte nel noto “Stonewall Inn” in Christopher Street senza un reale valido motivo, e con il suo gesto, scatenò le rivolte e le proteste di tutte quelle persone che, fino ad allora, avevano subito maltrattamenti ed umiliazioni solo per essere ciò che erano. Oggigiorno, per fortuna, i soprusi e le ingiustizie contro la nostra grande comunità sono in calo ma, secondo noi, il gridare questa fierezza e ribadire che non c'è nulla di male nell'essere se stessi, resta comunque una cosa importantissima. A supporto di questo pensiero vorrei citare la mitica Wikipedia che spiega cosi questa nostra fierezza:

 

"La resa del termine inglese pride ha creato in italiano numerosi equivoci attraverso

la traduzione più usata, "orgoglio" (che in italiano è anche sinonimo di superbia),

mentre la traduzione più corretta sarebbe semmai "fierezza", cioè il concetto

opposto alla vergogna, vista come la condizione in cui sono state, e sono tuttora,

costrette a vivere la maggior parte delle persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.

L'orgoglio si basa su tre assunti:

che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono,

che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna,

che l'orientamento sessuale e l'identità di genere sono innati o comunque non

possono essere alterati intenzionalmente"


Quindi ragazzi...siate fieri di ciò che siete e non permettete a nessuno di dirvi come vivere.


Oggi siamo al 28 Giugno 2019, sono passati esattamente 50 anni da quando una donna, una donna trans, una donna trans nera, ha spaventato il mondo urlando ciò che non si deve mai dimenticare. Chi è senza peccato scagli la prima pietra,ed essere fieri di sè stessi non lo è mai, rispetto a chi nega l’evidenza mettendosi i paraocchi e usando una violenza che sottolinea una patriarcale paura di perdere la propria virilità. Ancora oggi, donne Trans coraggiose come Miss Major, con organizzazioni pro donne trans e contro qualsiasi violenza, lottano e sostengono chi non ha i mezzi sufficienti per sostentarsi. Lei è solo un esempio di tantissime altre persone che hanno investito la propria vita per lottare contro discriminazioni e paure, contro la solitudine e il contagio sociale di idee inutili.

Molti, per esempio, si domandano il perchè della totale mancanza di sobrietà durante i cortei dei Pride in tutto il mondo. E’ semplice: la rivolta iniziata quella notte segna una cesura tra il prima e il dopo, manifestazioni simili già esistevano e si stava incravattati. E non era servito a nulla, la sobrietà non ha evitato la violenza. Allora, quando la rabbia esplose, esplose anche il colore, necessario per provare una nuova e necessaria affermazione individuale.


Il discorso è lungo e complesso, ma bisogna percepire il coraggio provocato dalla rabbia che supera la paura. Paura che oggi ancora torna, e ancora senza un reale motivo. Ma chi ha veramente paura? I confini si chiudono e ire immense serpeggiano nelle strade e la voglia di mettersi una super parrucca platinata e una mazza per difendersi diventa sempre più concreta. Si cerca di non dimenticare attraverso i libri, attraverso i film (Stonewall, R. Emmerich, 2015), attraverso chi è ancora lì a tramandare l’essere fieri alle nuove generazioni. La stessa Madonna, oggi, è presente allo Stonewall Inn a parlare al futuro per infonderci coraggio.


Ora...chiusa questa digressione storica e filosofica vorrei far luce su una divertente analogia di questo argomento ma in un campo decisamente insolito: il cibo! Io e mio marito Dolph ci siamo divertiti a confrontare la visione "pratica" di un aspirante cuoco (io) e quella "filosofica/storica" di un archeologo!! 

Ma andiamo ad esaminare la situazione: negli ultimi anni si è verificato un acceso dibattito su un particolare piatto: la pizza all'ananas! Incredibile ma vero.

Dopo la morte di colui che è considerato il suo inventore (Sam Panopulos 1934-2017) si è scatenata una piccola guerra tra chi definisce questo piatto un orrore gastronomico e chi invece ne è un estimatore (pensate che c'è stato persino un presidente islandese che ne avrebbe proposto il divieto per legge tanta era la sua aberrazione nei confronti di questa povera pizza!). 


Noi siamo venuti a conoscenza di questo argomento in occasione del Milano Pride di quest'anno grazie alla nota applicazione “Just Eat” che ha promosso un progetto (che tra l'altro considero veramente carino e degno di nota!) chiamato #JustAmore che, oltre al raccontare, con un simpatico cartone animato, questa particolare unione culinaria, promuove valori come la libertà e l'uguaglianza in tutti i campi della vita (e in questo caso appunto nel campo alimentare!) e ribadisce che non esistono unioni sbagliate!! Vi lascio qui il video originale per gustarlo!!


Oltre a ribadire i miei più sentiti complimenti al team di Just Eat e, visto che stiamo celebrando la libertà di unione e amore,  mi sono divertito a trovare anche altre discriminazioni nel campo culinario e, a quanto pare, ce ne sono a non finire! Rimanendo sempre in tema "pizza" è importante sapere che, dopo la regina indiscussa #pineapplepizza, arriva in seconda posizione...la pizza con würstel e patatine fritte. Io le ho provate entrambe (quando viaggiavo in Australia la prima la trovavo praticamente ovunque!!!) e, onestamente, devo dire che non mi dispiacciono. Certo, non sono le mie preferite, ma sono comunque buone e non sono mai rimasto sconvolto da queste unioni. Sapevate inoltre che, in Svezia, servire una pizza con delle rondelle di banana è una prassi molto comune?!? E che vengono abbinate con funghi o, addirittura, curry?

Ma andiamo avanti...ho scoperto che tantissime (non scherzo, sono davvero tantissime!!) persone mangiano le patatine fritte con...il cioccolato o la vaniglia!! Anzi, molti di loro, al posto di ketchup e maionese usano cioccolato e maionese insieme; io ricordo persino una mia amica che mangiava le patatine fritte del McDonald con il Milkshake alla fragola!!! E non una eh...prendeva proprio le patatine e le metteva direttamente dentro al contenitore del noto frullato


Sapevate inoltre che c'è un vasto gruppo di persone che ha una forte aberrazione per il famoso risotto con le fragole? Non solo non gli piace ma lo considera proprio un sacrilegio per la cucina!! Io ho provato anche questo piatto e...per poco non mangiavo il piatto stesso!! 


Potrei farvi tantissimi altri esempi ma, per concludere, voglio andare sul personale: una cosa che io adoro letteralmente è il formaggio sugli spaghetti con il tonno e, ogni volta, trovo sempre mio marito o qualcun’altro che mi ripete quanto questa cosa non si possa nemmeno vedere, figuriamoci mangiare!! Un altro esempio sul personale? Ogni volta che io e Dolph ci andiamo a prendere un gelato la sua scelta ricade solo ed esclusivamente su due gusti insieme: limone & nocciola...ebbene, ogni volta, io ho un brivido lungo la schiena...eppure sono ormai dieci anni che stiamo insieme e non ho mai trovato questa cosa cosi sconvolgente da doverla rifiutare!! 

Senza andare ancora esageratamente avanti (perché sarebbe veramente un argomento che non finisce mai!!!) vogliamo concludere ribadendo che i pregiudizi sono sempre sbagliati, in qualsiasi ambito, e la diversità, intesa come valore, va sempre sostenuta  senza mai nessun pregiudizio e ,magari, sperimentata per poter allargare i propri orizzonti!!


Pablo Picasso una volta disse: "Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi

l'occasione per comprendere"


Questo articolo è scritto a quattro mani da Symo e da Dolph Sterling.


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