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  • Dolph Sterling

Riflessi 11: Undici



Un'incombente costruzione si erge tra le nebbie di un'isola lambita da un fiume che scorre perenne. Era un vecchio carcere che per decenni ha tenuto tra le sue pareti centinaia di anime pronte a scontare una pena, giusta o sbagliata che sia. Ancora oggi, quando ci si avvicina a quelle sbarre, si sente l'eco di pensieri perduti e di pentimenti, forse sinceri. Come nella cella n. 11 del blocco dell'isolamento. Purtroppo durante la rivolta che portò alla chiusura del carcere, i detenuti uccisero tutte le guardie, ma nessuno si ricordò di aprire le celle isolate.


'Nella notte si staglia un ombra, una sottile oscurità definita ed ornata da un pianto solitario, quando alla fine riesci a capire che la solitudine è stata la tua migliore amica; seduto in un angolo di una stanza nera rischiarata da un lampo, pensi al niente della tua vita, mentre una fredda lacrima scivola sul tuo volto, come una goccia di pioggia scivola su una rosa senza spine. E in questa notte pensi a cosa sia la colpa e a cosa sia la morte: “La morte è un sentimento più forte della paura stessa, la fobia del nulla che ti assale, il vuoto nel tuo cuore.” è inutile cercare di capire queste parole, scritte da una mano tremante su un muro ormai inesistente… Io sono solo avvolto dalla mia solitudine, le mie parole sono insistenti per me. La mia morte è inutile, sono qua e piango… è inutile pensare a ciò che ho commesso e che mai mi sarà perdonato realmente,allora rimango qui, solo a ripetere a me stesso che solo la morte potrà perdonarmi. Ma arriverà mai?

La notte… mi piace.'

By Ulisse.

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