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  • Dolph Sterling

Riflessi 16: Paolo e Francesca 



Dante, insieme alla sua guida infernale, si è allontanato dopo essersi sentito male. E anche Paolo e Francesca; le due anime unite ancora dal legame dell’amore si allontanano insieme.


C’è chi ha finito le parole.

C’è chi ha ancora pensieri che crescono come larve tra le pieghe del vento che li muove.


Il vento che ricorda la violenza dell’avventatezza. Il vento della passione che brucia i pensieri di Paolo. Quello stesso vento che lo fa ustionare dalle sue stesse lacrime. Il vento…il vento cosi assordante che gli fa rimbombare in maniera assurda e sorda quei pensieri che è difficile riorganizzare. Quei pensieri che neanche in quella vita che adesso par sprecata hanno mai trovato un posto dove fermarsi, per non confondere la mente già offuscata dagli errori.


Ininterrottamente continuo a far protesta dell’ingiustizia del peccato che accetto di aver commesso, con la stupidità che questo vento porta con sé.


A volte mi domando come sarebbe stato…a volte tra un secondo e l’altro mi immagino un mondo diverso e il respiro che mi prende ancora d’assalto mentre la mia immaginazione vola, violando tutto quello a cui è costretta a sottostare. Piango perché non mi pento di ciò che ho fatto. La morte mi ha tolto tutto. L’eternità non mi ha privato dell’amore.

A volte mi domando se non è tutto un sogno imprigionato in quel sospiro che precede l’alba. Mi domando se forse non sto ancora tra le sue braccia, ma le urla mi riportano qua. A volte chiudo gli occhi e sperò che sia tutto un sogno. Poi sento la sua mano che stringe la mia e mi ricordo che per sempre sarò un anima dannata.


Per sempre…con lei…

Il mio pianto simboleggia la mia ignoranza e la mia rabbia.

Il mio pianto simboleggia la perdita della speranza, al di fuori del mio inferno non c’è il paradiso.

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