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  • Dolph Sterling

Riflessi 17: Museo



Avete mai pensato di perdere completamente il controllo?

Eppure tutto sembra così calmo. Ho voluto imparare che le apparenze ingannano.


La serata è cosi fresca, la primavera ha investito tutto e tutti, creando uno strato di insicurezza che avvolge tutte le persone che come me cercano di sognare. A volte è davvero duro farlo, ed è difficile lottare in continuazione per qualcosa che si ha per diritto naturale.


Io mi domando se, ogni volta, devo ritrovarmi in questa condizione; e in questo momento come non mai gli occhi mi bruciano in maniera insopportabile, sarà perché sono stanco. Si, sono estremamente stanco di tutto. Sono deluso. Mi illudo e poi tutto ritorna indietro ustionandomi la pelle. E il dolore è lancinante.


La conoscenza delle proprie paure mi porta sempre a dubitare all’estremo di me stesso, come se già non lo facessi ogni giorno guardandomi allo specchio, per capire da che lato devo rigirare lo straccio che mi è rimasta come anima.

Pensare positivo non mi riesce e mi ripeto da solo che mi dispiace veramente, ma non sono un angelo. Posso riuscire a ridere, posso finanche riuscire a sperare, ma non so cosa si possa realmente scorgere dietro i miei occhi stanchi. No, non sono perfetto, ma a volte credere nell’infinito mi fa comodo. A volte credere nell'assurdo è semplice.


Riesco a non avere paura, ma le bugie non mi escono fuori dalla bocca in maniera facile.

Tutto questo perché nella mia non perfezione di angelo mancato riesco a trovare una logica pensando che tutto vada bene. Sono più simile ad un povero diavolo. A volte credo di essere un’ illuso a tentare di provare ad immedesimarmi in un personaggio che non sono io, solo per il gusto di provare ad essere qualcun altro.

Solo cercando di respirare un ossigeno che non è il mio.


No, ripeto che non sono un angelo. Anzi, non so nemmeno io cosa sono.

Mi illudo della mia identità.

Ma vivo e questo mi dà abbastanza piacere, quel piacere che mi fa tirare avanti per la mia strada. Mi ritrovo sempre a girovagare per i labirinti che procurano questi pensieri in cascata. E ogni volta mi trovo in un nuovo posto mai visitato prima, che mi confonde ancora di più.


Come stamattina che, non sapendo cosa fare di preciso, tra mille possibilità, ho scelto di visitare il museo che è in un vecchio palazzo accanto a casa mia. La curiosità di vedere cosa potesse contenere un posto come quello inaspettatamente mi travolgeva. Ma il tutto mi ha deluso,. Erano presenti solo dei quadri senza sentimenti, nulla che mi potesse trasmettere qualche istante di pura evasione.


E io, penso che la vera vita è quella che vivo in istanti che sembrano lontani tra loro, istanti di stupida maturità. È bello assorbire i raggi del sole.


Cosi alla fine oggi ho deciso di continuare a camminare ed esplorare ancora questo strano museo dai colori spenti; i ricordi non mi bastano più, ho bisogno di nuova energia, nuova ispirazione.


Allora, veramente, ho messo un piede davanti all'altro, ho aperto gli occhi per la prima volta, forse da anni e senza indugio sono andato avanti. Ho continuato a camminare, sala dopo sala, cercando di dare sostanza a ciò che voglio diventare, senza paura.

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