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  • Dolph Sterling

Riflessi 19: Strade



L’aria estiva investe tutto, appesantendo chiunque senza nemmeno dare il tempo di riprendere fiato.


È strano camminare lentamente tra le vie calde, tutto sembra muoversi al rallentatore e la vita sembra allungarsi; ogni cosa sembra tornare indietro per poi prendere la rincorsa, prima di raggiungere un qualche tipo di stabilità, fisica o emotiva che sia.


Ogni giorno che passa le stelle appaiono diverse e, ad ogni loro respiro cosmico, fanno allargare e restringere il cielo, al ritmo polmonare dell’universo, cosciente della sua insaziabile inesistenza nell’essere.


La gente cammina spaesata sperando di ritrovare negli sguardi altrui qualcosa di rinfrescante ma, il più delle volte, questo non accade; per ognuno la vita continua nonostante tutto.

Ma per me no, non è il caldo a farmi vacillare: è la somma delle situazioni circostanti che mi fanno urtare il dolore in continuazione.


Tranquillità; ogni giorno di più, nella mia mente, prende le sembianze di un’utopia lontana.

La testa mi scoppia di parole confuse dal moto disordinato e di particelle impazzite.

Cammino, piano, lento, un passo dopo l'altro e riesco a ricollegarmi a ciò che è più simile alla realtà la quale,nel suo stesso significato, è dissimile ad una pausa.


Il vento mi attraversa ed io sto girando su me stesso, ma nessuno si accorge del mio lento decadimento pieno di ricca presunzione dai contorni fini e dalle labbra sottili.

Ogni parola che dico e che lascio vagare nel tempo si propaga in linea retta nel futuro.


Il caldo assopisce qualsiasi sensazione accentuando il vuoto. Afferro la tua assenza che appartiene a me. E la pioggia non rinfresca il fuoco del cuore…

Piano passano le stagioni. Ma è ancora estate; vago fra calde strade di asfalto senza emozioni poiché, per me, le strade sono simili al resto del mondo.

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