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  • Dolph Sterling

Riflessi 20: Mani



Il vento si insinuava tra quelle mani che si stringevano e si intrecciavano. Passo dopo passo il silenzio era un’ombra irrilevante sotto un sole che voleva esplodere come il cuore.

Le onde cancellavano dalla sabbia le tracce poste come ricordo, che dopo essere sparite non rimaneva nulla a testimonianza di un breve soffio che si era posato su quella spiaggia. Niente dimostrava il passaggio di una qualsiasi forma di vita che poteva essere benissimo già terminata. E due figure indistinte fiammeggiavano in riva, i loro contorni erano indistinti, come se fosse un unico mostro mitico con due teste ed un unico cuore.


-Che caldo che fa? Non credi? Ogni minima piega del nostro respiro viene soffocata da quest’aria pesante scossa dalla tipica brezza marina. A volte mi chiedo se questo mare sia più grande di quello descritto dal colore dei tuoi occhi. Una risposta è difficile darla. Ma a tutto c’è una risposta difficile. Anche questo sentimento è complicato da spiegare, mi riferisco al nostro legame, naturalmente.

Tu sei così vivo… e io… io… io cerco solo di imitarti. Credimi è difficile non lasciarmi travolgere dal tuo respiro, oppongo resistenza a quello che ho sempre cercato. E rischio di rendere ogni frase così banale e scontata.. Mi sento uno stupido bambino, che nuota in un mare ben più vasto rispetto alle sue capacità, ho paura di perderti, ho paura di affogare. Non vorrei perdere la speranza di poterti stringere ancora.

Vorrei, invece, che il tempo si fermasse per darci la possibilità di prendere l’infinito e nasconderlo in un granello di sabbia, in maniera che unicamente noi due potremmo ritrovarlo, in modo tale che tu non sparisca mai del tutto.

Non scherzare, guardami e stringimi, voglio sentirti addosso, il tuo dolce peso sul mio petto. Ne ho bisogno.

Ieri notte ho assaggiato le tue lacrime, mentre dormivi, ed erano amare!

Le mie mani non hanno resistito alla tentazione di prendere e assaggiare la tua amarezza per farla anche mia, ma ti sei svegliato e guardandomi attraverso gli istanti della notte, mi hai abbracciato e i nostri pianti erano i cori delle stelle…-


Nel sole che tramontava, adesso, quelle parole potevano sembrare solo un ricordo lontano…

Il cielo si era infine nascosto e le nuvole volevano esprimere la loro idea in maniera violenta. Ma le parole tra quelle due figure non erano ancora finite.


-…allora mi hai detto di cercarti in un granello di sabbia.

Come posso accettare il mondo senza di te?

Come si può accettare il cielo senza la luna…

Aspetta fermati…anzi, non ti muovere, continua a restare così…

Aspettami e non ti allontanare, non ti nascondere mai oltre l'orizzonte, non riesco a raggiungerti ma riesco a vederti, il vento mi trascina via e non trovo più la via.

Fammi sfiorare ancora per un secondo la sostanza di cui è composto l’universo, voglio toccare la tua pelle.

Vieni, ho freddo, non ho più fiato per continuare a parlare.

Il vento ci coprirà-


Quella piccola eternità era tornata al suo tempo, lasciandosi andare ad un altra onda.

Quel granello si era perduto.

Quell’amore era svanito. Forse insieme, o forse no.

Nessuna traccia rimaneva. Nemmeno un sospiro di vento.

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