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  • Dolph Sterling

Riflessi 23: Significati



La notte è piena di gocce bianche che, risplendenti, inondano con nostalgia la limpidità di un cielo estivo.

Cammino piano e il mio respiro riempie il mio corpo sudato che vibra.

Mi sento svuotato da ogni piccola sonora vibrazione del pianeta.

Sono al di fuori di me stesso, sono un’ombra inutile ai propri fini. Non ero e non sono nessuno.


Mi trascino per calde strade parallele, lampione dopo lampione ogni verità si è trovata un angolo dove nascondersi per farsi rispettare dalle proprie tenebre.

Io anche voglio nascondermi, non voglio farmi vedere dagli altri.


Ho pianto nel nulla per un secolo, il secondo dopo tutto è finito.

Ma adesso la sensazione di una mancata apatia scivola nella notte, seguendo il corso del lungo addio che piano passa da una parte all’altra del mio cuore, domandandosi se il mondo lo desidera cosi.


Il desiderio del mondo.


Morte feconda di una solitaria falena dalle ali genuflesse al sole.


Io continuo a camminare e girovago tra tante fiamme.

La notte le fa risplendere.


Sostanze non identificate inondano le mie vene, che si restringono al puro sapore della morte che lenta fa apparire il mondo meno schifoso di quanto già non sembra.

Piccole dosi mi fanno rabbrividire…

In maniera maledettamente sincera tutto viene strappato e scivola altrove.


Tutto, piano piange.

Tutto, lentamente viene congelato.

Tutto, viene sezionato per capire le sensazioni sintetiche di cui siamo disposti a rendere la gente partecipe.


Il presente a volte mi sembra come una persona che non ho mai incontrato…e la mia risposta verso tutti può essere fredda quanto il ghiaccio.

Voglio volare, voglio sentire la mia pelle che si scioglie al tocco del vento del nord.

In alcuni momenti mi sembra di vedere me stesso riflesso nei tuoi occhi, a volte io divento te e capisco che non sono ciò che potrei essere veramente.


Piccole gocce, corrodono il manto velato dell’alba.

Passo dopo passo la luna si accorge della sua vulnerabilità, e piange stille di dolore che diventano inconfondibili stelle.


È vero io non conosco niente.

Ma allora se non sono partecipe di qualcosa di cui valga la pena vivere, perché soffro?

Che domanda stupida, amare è anche soffrire.

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