©2019 by The Melting Box. Proudly created with Wix.com

  • Dolph Sterling

Riflessi 24: Don't Smoke



La cenere volava via con una sfavillante disinvoltura; cadeva con una leggera spinta dalla sigaretta, precipitava come un stella cadente e come tale la sua vermiglia luce si dissolveva per poi sparire definitivamente. Quella piccola luce feriva l’aria per poi non essere altro che un ricordo.


La televisione emetteva immagini mute e lo stereo riempiva la stanza con note nude; anche loro, piano, si dissolvevano l’una dopo l’altra come se non fossero mai esistite. Tornavo ogni volta a riascoltare la stessa canzone per essere certo che alcune parole non fossero soltanto una pia illusione.


Stavo affacciato alla finestra e mi facevo circondare, nel buio elettrico, da tutto questo; al di fuori la città dava segni di continua vita e trasformazione, continui movimenti si susseguivano l’uno ignaro dell’altro.

Tutto si fermava sullo strato più esterno del cuore formando una vaga patina di consapevolezza dell’essere ancora vivi.


La luna piano percorreva la sua strada nel cielo, la sigaretta stava tra le mie dita cose se fosse lì da sempre, il fumo volava e io assaporavo il suo gusto che mi riempiva di brividi.

Fermo, in un luogo che poteva essere un qualsiasi altro limbo, da solo come con miliardi di anime.


Le stelle...

oh sì, le stelle danzavano con la loro personalissima luce, ognuna col proprio ritmo. L’una distante dall’altra, magari a miglia di distanza due di esse si muovevano in costante armonia, in attesa di qualcuno che le avvicinasse magicamente, magari rivolgendosi un rispettivo pensiero. Loro sanno che ci sono; forse non si vedono ma si sentono.

Sentono che l’aria viene attraversata da un ritmo pari al loro. Questo era il mio spirito che osservava tutto, mi sentivo anche io una stella incerta nella sua luce...


E osservavo tutto, e respiravo, lasciando andare dai polmoni del fumo, facendomi attraversare da mille pensieri e dalle parole di persone che conoscerò.., forse, o forse che non incontrerò mai. La sigaretta crepitava e il suo leggero suono risaltava un po’ tutto anche se coperto da altri, più imponenti rumori.


Le stelle mi osservavano, come io loro. Strano vero?

Si...che meraviglia...


Da che parte è nascosto il mio futuro? quando mi risentirò così, quando potrò dire a qualcuno ‘Ti amo‘?

Perché è questo quello che provo, amore, per chi, ancora, non ne sono certo. Ma il suo cuore batte come il mio e quando incontrerò questa persona la riconoscerò, ci saranno le stesse stelle, le stesse parole non dette, le stesse mani che non si sono trovate.

Si...ecco lo sento!


Dio che bello, la luna mi illumina ancora e sarà ancora così, e ancora e ancora...

È questo che cerco, i movimenti sono impercettibili almeno quanto lo sono i pensieri che urlano.

Lascio cadere la sigaretta e vedo che si allontana verso il terreno scuro.

Rivolgo la buona notte a quel cielo che sento tanto mio e vedo che mi ringrazia...le stelle brillano e una si è impercettibilmente spenta, come un’altra. La pace? O un nuovo inizio?


A domani...

8 visualizzazioni