• Vicky

San Lorenzo, desideri e graticole

Aggiornato il: 3 set 2019


"San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l'aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto

nel concavo cielo sfavilla."

Giovanni Pascoli, X agosto





La notte del 10 agosto è legata al dolore e alla speranza. Secondo la tradizione popolare le stelle cadenti, che caratterizzano questa notte magica, non sono altro che le lacrime di quel san Lorenzo, che nell’anno 285 fu martirizzato sotto l’imperatore Valeriano. Anche se dal punto di vista storico rimane ancora da stabilire se Lorenzo sia stato bruciato sopra una graticola o no, fatto sta che questo è diventato il suo simbolo, presente tanto nelle pitture sacre quanto nelle pietre dei quartieri e negli edifici a lui dedicati.


Il martirio attraverso il fuoco ha fatto sì che Lorenzo divenisse il santo protettore di tutti coloro che lavorano a stretto contatto con questo elemento come i panettieri, i cuochi e i pompieri, di cui è patrono insieme a san Floriano di Lorch, così cristianamente invocato in Germania: “O san Floriano, risparmia la mia casa, incendiane un’altra!” (O heiliger Sankt Florian, / verschon' mein Haus, /zünd' and're an!). In questo Paese europeo è diffusa la tradizione di non accendere il fuoco in casa nel giorno di san Lorenzo, né per cucinare, né per riscaldarsi. Inoltre, i contadini in varie regioni della Germania erano del parere che se nel giorno di san Lorenzo ci fosse stato bel tempo, anche l’autunno seguente sarebbe stato mite e piacevole (Laurentius heiter und gut einen schönen Herbst verheißen tut).


In Italia la notte di san Lorenzo evoca in tutti noi il ricordo traumatico dei banchi di scuola e dei non sempre gioiosi componimenti di Giovanni Pascoli. Nel X agosto il poeta rappresenta la toccante immagine di un pianto di stelle per la morte del padre, assassinato ad opera di ignoti proprio la sera del 10 agosto. Il cielo dove trovò rifugio la dea Astrea, disgustata dall’immoralità e dall’abiezione del genere umano, sembra inondare il mondo con lacrime infuocate, un mondo ingiusto definito da Pascoli “atomo opaco del Male”. Una descrizione amara e struggente della volta celeste, che si contrappone a quella serena de Il gelsomino notturno, in cui le Pleiadi, descritte come una piccola chioccia, attraversano il cielo notturno come fosse un’aia, accompagnate da un “pigolio di stelle”.


Anche i fratelli registi Paolo e Vittorio Taviani collegano nel loro film La notte di San Lorenzo la pioggia di stelle al dolore, all’ingiustizia e al martirio, narrando una storia ispirata a quanto accaduto nella cittadina toscana di San Miniato nel 1944. Nel luglio di quell’anno, infatti, caddero vittime del fuoco alleato oltre cinquanta civili, radunati nel duomo. Anche se fino al 2004 si credette che la responsabilità della strage fosse da attribuirsi a una divisione di granatieri tedeschi in ritirata, l’episodio non ha perso il suo significato più profondo, divenendo simbolo del sacrificio di tante vittime innocenti non solo nel corso della Seconda guerra mondiale, ma di qualsiasi guerra in ogni tempo.


Insieme al dolore la notte di san Lorenzo rappresenta però anche la speranza che i nostri propositi vadano in porto. Ogni stella cadente che vediamo ci dà l’opportunità di esprimere un desiderio, parola non a caso intimamente connessa agli astri. In un bel articolo pubblicato sul sito studentville.it Angela Ardizzone connette questa tradizione proprio all’etimologia del termine “desiderio”, che sembra derivare dal latino “de sidera” e che significherebbe “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale” oppure, secondo il filosofo Galimberti, “stare sotto le stelle ed attendere” come quei soldati, detti appunto “desiderantes”, che nel De bello gallico aspettavano sotto le stelle i commilitoni non ancora rientrati dal campo di battaglia.


Acca Larentia in un pannello di Fonte Gaia (Piazza del Campo, Siena)

Nell’antica Roma le stelle cadenti erano positivamente associate alla fertilità dei campi in quanto rappresentazione dell’eiaculazione del dio Priapo, capace di fecondare i campi e garantire così un buon raccolto. Inoltre, il nome Lorenzo riporta alla divinità etrusca Acca Larentia, prostituta divina protettrice della plebe, identificata con la moglie di Faustolo-Fauno e con la lupa che allattò Romolo e Remo.

Che siano associate al dolore o alla speranza, al pianto o alla fecondità, le stelle cadenti ci affascinano e suscitano in noi la voglia di passare la notte di san Lorenzo col naso all’insù, facendo a gara con i nostri amici a chi ne veda il maggior numero!


Ma cosa sono, in realtà, quelle che noi definiamo “stelle cadenti”?

Per rispondere a questa domanda ci siamo rivolti ai saggi alla sezione "Anziani Catarattici" del Gruppo Astrofili del Monte Subasio, che ci hanno spiegato che quelle che tecnicamente si chiamano “meteore” non sono altro che polveri o frammenti di oggetti celesti microscopici, spesso del diametro di alcuni millimetri, che vagano nell’Universo fino ad entrare a contatto con la nostra atmosfera incendiandosi. Quella che vediamo è, quindi, la scia di un granello di polvere, che si consuma ben prima di raggiungere la superficie terrestre.

Se invece di granelli di polvere sono oggetti più grandi ad entrare nella nostra atmosfera, diciamo piccoli ammassi metallici o pietrosi, si parla di “bolidi”. Essi, pur non impattando col suolo, lasciano una scia più lunga e ben più suggestiva delle meteore, simile in alcuni casi a un fuoco d’artificio colorato.

Le meteoriti, infine, sono frammenti piuttosto grandi di oggetti celesti, che non si consumano interamente per attrito e che per questo sono in grado di raggiungere la superficie terrestre, con conseguenze più o meno gravi. Si pensi, ad esempio, all’asteroide di circa 12 km di diametro, precipitato nello Yucatán 66 milioni di anni fa e ritenuto dagli scienziati responsabile dell’estinzione dei dinosauri!


Copyright © 1992 by Herman Mikuz (Crni Vrh Observatory, Slovenia)

Le meteore che vediamo tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto sembrano irradiarsi dalla costellazione di Perseo e per questa ragione prendono il nome di Perseidi. Esse sono i residui della cometa periodica 109P/Swift-Tuttle, che nel corso del tempo ha lasciato lungo sua orbita particelle di materia, staccatesi dal suo nucleo ghiacciato al momento del passaggio accanto al Sole. Nel 1866 l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli mise in relazione lo sciame delle Perseidi con la Tuttle, di cui la Terra incrocia ogni anno il cammino celeste intorno al 12 agosto.

Altri sciami meteorici sono visibili in altri periodi dell’anno: le Quadrantidi intorno ai primi di gennaio, le Lyridi e le Aquaridi in aprile, le Tauridi in giugno, le Orionidi in ottobre, le Leonidi in novembre, le Geminidi e le Ursidi in dicembre. Insomma, si ha sempre la possibilità di vedere una stella cadente ed esprimere un desiderio!


Ringraziando il GAMS in chiusura per la sua collaborazione, invitiamo tutti il 10 agosto all’Osservatorio di Porziano di Assisi (Perugia) alla grigliata organizzata insieme alla Pro-Loco di Capodacqua "Francesco Dattini", che si svolgerà a partire dalle ore 20:30. Il Gruppo Astrofili metterà a disposizione i suoi strumenti per l’osservazione del cielo, mentre la Pro-Loco le sue graticole per la salsicciata. Benvenuti sono naturalmente anche gli amici vegetariani, vegani e fruttariani, che sono però invitati a portare qualcosa da casa insieme a un bel po’ di desideri!


Per sapere come raggiungere l'Osservatorio cliccate qui.


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